Patrizia & Andrea
22 settembre 2012
Sono passati 3040 giorni dal nostro matrimonio

Cerimonia

Patrizia & Andrea
annunciano il loro matrimonio il
22/09/2012 alle ore 11:00
Pomposa Località Pomposa Sud Codigoro Ferrara

Il lieto evento sara' celebrato nella suggestiva cornice dell'Abbazia di Pomposa, storica dimora millenaria situata nel comune di Codigoro (Fe).


STORIA DELL'ABBAZIA DI POMPOSA

L' insula Pomposiana era in origine circondata dalle acque (del Po di Goro e di Volano e del mare). Si hanno notizie di un'abbazia benedettina, di dimensioni inferiori a quella attuale, a partire dal IX secolo, ma l'insediamento della prima comunità monastica nell'"Insula Pomposiana" risale al VI-VII secolo, fondato in epoca longobarda dai monaci di San Colombano che vi eressero una cappella.

L'abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 (quindi edificata prima) dall'abate Guido. Alla basilica il magister Mazulo aggiunse un nartece con tre grandi arcate.

Fino al XIV secolo, l'abbazia godette di proprietà, sia nei terreni circostanti (compresa una salina a Comacchio) sia nel resto d'Italia grazie alle donazioni, poi ebbe un lento declino dovuto a fattori geografici e ambientali quali la malaria e l'impaludamento della zona, causato anche dalla deviazione dell'alveo del Po (rotta di Ficarolo, 1152).

Ebbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest'abbazia, il monaco Guido d'Arezzo inventò le note musicali moderne. Vi soggiornò anche il ravennate Pier Damiani, fra il 1040 e il 1042, chiamato a istruire i monaci.

Nel 1653 papa Innocenzo X soppresse il monastero, che nel 1802 venne acquistato dalla famiglia ravennate Guiccioli. Alla fine dell'XIX secolo la proprietà passò allo Stato Italiano.

 

MONUMENTI DELL'ABBAZIA

 

  • Santa Maria

Il nucleo più antico della basilica risale al VII-IX secolo; nel XI secolo venne allungata con l'aggiunta di due campate e dell'atrio, e venne aggiunto l'atrio ornato di fregi in cotto, oculi e scodelle maiolicate. L'interno della chiesa è a tre navate, divise da colonne romane e bizantine. Il prezioso pavimento di marmo in opus sectile risale a varie epoche (dal VI al XII sec.); sulle pareti affreschi trecenteschi di scuola bolognese, con storie dell'Antico Testamento, del Nuovo Testamento, dell'Apocalisse e, sulla controfacciata, una rappresentazione del Giudizio Universale. Nell'abside affreschi di Vitale da Bologna, raffiguranti Cristo con angeli e santi, Evangelisti, Dottori e Storie di Sant'Eustachio.

  • Campanile

Altissimo rispetto al resto dell'edificato (48 metri), il campanile è del 1063 in forme lombarde e ricorda quello, di circa 75 metri, dell'Abbazia di San Mercuriale nella non lontana Forlì. Grazie ad una lastra iscritta conosciamo il nome dell'architetto che progettò il campanile e ne diresse i lavori di costruzione: Deusdedit. Procedendo dalla base verso la sommità del campanile le finestre aumentano di numero e diventano più ampie seguendo una tendenza classica di quel periodo, che serviva ad alleggerire il peso della torre e a propagare meglio il suono delle campane.

  • Monastero

Restano la sala capitolare ornata di affreschi degli inizi del Trecento di un diretto scolaro di Giotto; il refettorio che ha sulla parete di fondo il più prezioso ciclo di affreschi dell'abbazia attribuito a un maestro riminese forse il Maestro di Tolentino. Notevole anche il palazzo della Ragione.


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